“Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore”.

A. Carrell

“Ragionevole designa colui che sottomette la propria ragione all’esperienza”.

J. Guitton

“Coloro che hanno una fede eccessiva nelle loro idee, non sono adatti a fare esperienze”.

C. Bernard

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trasparenza

Corriere della Sera ed. Brescia (4 luglio 2013)

Trasparenza e democrazia

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“La democrazia inizia con l’affissione del bilancio pubblico sulle mura del Comune” così declinava l’essenza della democrazia rappresentativa Alexis de Tocqueville agli inizi del diciannovesimo secolo. In quegli anni l’Italia si preparava alla prima guerra d’indipendenza e ci sono voluti due secoli perché si mettesse mano ad un intervento sistemico in materia di trasparenza che ha visto la luce con il d.lgs. n.33 di aprile.
Il decreto prevede, sul sito di ogni amministrazione, in una sessione denominata ”Amministrazione trasparente”, un’informativa relativa a chiunque ricopra una carica elettiva: curriculum, durata del mandato e compensi, incarichi presso altri enti pubblici o privati, redditi e situazione patrimoniale e le sue variazioni comprese quelle del coniuge e dei parenti. Si dovrebbero facilmente trovare tutti gli incarichi professionali, appalti di lavori, forniture e servizi e tutti i pagamenti sopra i mille euro riconosciuti a terzi. Dovrebbero esserci retribuzioni, incarichi, curriculum, valutazioni dei dirigenti pubblici e un set d’informazioni per i dipendenti a tempo determinato e no. Dovrebbero essere reperibili i bilanci delle società partecipate e una serie d’informazioni delle stesse oltre alla consistenza del patrimonio immobiliare e le locazioni attive o passive a questi riferibili. Dovrebbero essere pubblicati anche i tempi di attesa della sanità, i piani regolatori e le loro proposte di variazione, gli indicatori di costo ed efficienza dei servizi o i tempi dei procedimenti, le informazioni ambientali. Questo e altro dovrebbe essere a disposizione della collettività, per le norme che invece sono tuttora in buona parte disapplicate. Ciò avviene nonostante siano previste, in caso di omessa informativa, sanzioni anche pecuniarie sia per i dipendenti sia per gli amministratori pubblici, o non possano essere erogate somme a partecipate o enti vigilati per le quali non siano stati evasi anche parzialmente gli obblighi informativi o ancora debbano essere considerati nulli i contratti con i fornitori che non sono “on line”. Questo probabilmente non basta, si verifichi, per esempio il sito del Comune di Brescia e delle sue partecipate, si riscontrerà: che non esiste la sessione “Amministrazione Trasparente”, non è stato approvato il piano per la trasparenza né nominato il responsabile, non si trovano gli ultimi bilanci delle partecipate e tutti i compensi dei loro amministratori, né i dati dei neo eletti, perché hanno tre mesi di tempo, o quelli dei precedenti che devono essere pubblicati per i tre anni successivi al mandato, non si trovano tutti i dati richiesti relativi a dirigenti e dipendenti. Questa informativa non è il problema più urgente, ma non si capisce perché i cittadini debbano essere completamente trasparenti, tanto che la pubblica amministrazione accede anche ai conti correnti, ed il settore pubblico non debba fare altrettanto. Ciò è l’evidenza che non si riconosce quanto la trasparenza e la fruibilità dei dati siano il presupposto per una maggiore partecipazione dei cittadini, capaci di sollevare interrogativi a sprone di una maggiore efficienza per tutta la Pubblica Amministrazione e quanto siano un disincentivo a comportamenti sia illegittimi sia poco opportuni dei suoi rappresentanti.

 
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