“Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, molto ragionamento e poca osservazione conducono all’errore”.

A. Carrell

“Ragionevole designa colui che sottomette la propria ragione all’esperienza”.

J. Guitton

“Coloro che hanno una fede eccessiva nelle loro idee, non sono adatti a fare esperienze”.

C. Bernard

Media & pubblicazioni > Articoli

Corriere della Sera ed. Brescia (23 maggio 2012)

Welfare locale. Il peso dei tagli

Scarica l’articolo in formato PDF

Dopo l’era della pressione fiscale, inizia quella del taglio dei servizi al cittadino. Dopo il drenaggio impositivo, la crescita dei prezzi e la contrazione del potere di acquisto, la disoccupazione e la stretta creditizia, i cittadini dovranno assistere all’erosione dei servizi pubblici, Il welfare locale, per esempio, è al collasso; intendo quello afferente gli anziani non autosufficienti, i disabili fisici e psichici, i bambini e
le persone in gravi condizioni sociali ed economiche. Sul welfare locale pesano i tagli delle fonti di finanziamento statale, passate da 2,1 miliardi del 2008 a 0,55 miliardi di euro del 2011 (-7496), con totale azzeramento di alcuni fondi (politiche giovanili, inclusione immigrati, pari
opportunità), la riduzione del Fondo per le politiche sociali, passato da 930 a 43 milioni di euro, e di quello per la non autosufficienza praticamente azzerato. Si aggiunga che, come evidenziato dal Forum del terzo settore, la spesa sociale è per il 7096 finanziata con risorse dei bilanci comunali e la partecipazione alla manovra finanziaria richiesta agli enti locali lascia ben pochi spazi oggi e ancor meno per il futuro.
Come se non bastasse, sulle politiche sociali gravano anche i due provvedimenti estivi del 2011 (leggi 111 e 148), che minacciavano un taglio lineare di 40 miliardi per gli anni 2013 e 2014 dei regimi di agevolazione fiscale. Per evitare i tagli lineari si dovevano razionalizzare tali agevolazioni ma comunque garantendo lo stesso risparmio: insomma si può derogare sul «modo» ma non sul «quantum». Il governo Monti, con
la manovra «salva Italia», ha alleggerito l’aut aut prevedendo che, in assenza di un riordino, si alzino le aliquote Iva dell’i* a decorrere dall’ 1 ottobre 2012 e di un ulteriore 0,59-6 a gennaio dei 2014. Brescia non è da meno: i dati della programmazione finanziaria dell’ambito sociale distrettuale evidenziano per il 2012 una contrazione del 40% delle risorse che passano da 2,1 a 1,2 milioni di euro e, oltre a tagli, la sospensione 0 l’annullamento di buoni e voucher per anziani, dei progetti di prevenzione del disagio giovanile, di quelli afferenti l’immigrazion e e la
disabilità grave.
Dovremmo riflettere e prendere atto del fallimento di una pretesa capacità del sistema pubblico di affrontare tutti i bisogni della persona, una velleità con cui negli anni si è acquisito il consenso dei cittadini, illudendoli che il modello fosse efficiente e sostenibile. E tutto ciò
facendo torto a quanto la società civile ha saputo costruire. Proprio nella nostra città c’è ima ricchissima tradizione. À chi volesse farsene
un’idea consiglio di leggere «Far bene e fare il bene. Interpretazioni e materiali per una storia del welfare lombardo» a cura di Alessandro
Colombo, che dimostra come comunità religiose e laiche delle nostre terre abbiano risposto ai bisogni della collettività prima del welfare pubblico. Questa è sussidiarietà, una storia non solo di efficienza, ma anche di umanità. Quindi non si cerchino scorciatoie per una riforma che dovrebbe valorizzare i corpi intermedi delia nostra società, il terzo settore e tutto il volontariato, ma soprattutto non si replichi lo sbaglio culturale di rivendicare maggior intervento pubblico.
Certo si deve risparmiare, basta che si tagli dove si deve e non sulle persone più disagiate.

 
Twitter Facebook Vimeo RSS Feed